In breve: Incentivi ristrutturazione 2026: quali restano attivi, quali sono scaduti e quanto si detrae davvero. Bonus Ristrutturazione, Ecobonus, Sismabonus e Conto Termico.
📅 Aggiornato il 23 July 2026 • ⏱️ 11 min di lettura
Stai cercando di capire quali sono tutti gli incentivi per ristrutturare casa o una parte di essa? Lo scopo di questo articolo è proprio questo. Nella giungla fiscale e gli annunci lanciati dai politici nei telegiornali, spesso generano confusione. Serve un quadro d’insieme dei vantaggi fiscali realmente disponibili nel 2026.
In sintesi: cosa resta attivo nel 2026
Il quadro si è molto semplificato rispetto agli anni scorsi, perché quasi tutte le agevolazioni sono state allineate sulle stesse percentuali. Restano attivi tre incentivi — Bonus Ristrutturazione, Ecobonus e Sismabonus — tutti al 50% per l’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili, su un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare e in dieci quote annuali. Si aggiungono il Bonus Mobili al 50% su 5.000 euro e il Conto Termico 3.0, che è un contributo a fondo perduto gestito dal GSE.
Non esistono più: Superbonus, Bonus Barriere Architettoniche al 75% (scaduto il 31 dicembre 2025), Bonus facciate, Bonus verde, e le aliquote maggiorate di Ecobonus e Sismabonus. Soprattutto, non esistono più cessione del credito e sconto in fattura, aboliti nel 2024: la spesa va anticipata per intero e recuperata in dichiarazione.
Il 2026 è l’ultimo anno con queste percentuali: dal 1° gennaio 2027 scendono al 36% e al 30%.
Incentivi per la ristrutturazione
Ristrutturare la propria casa può essere un’esperienza gratificante, poiché permette di sfruttare al meglio gli spazi, abbattere le bollette energetiche e creare un ambiente più salubre e piacevole in cui vivere. Tuttavia, i costi associati alla ristrutturazione possono essere proibitivi per molte persone. Fortunatamente, esistono incentivi fiscali e detrazioni che possono aiutare a risparmiare denaro sulla ristrutturazione della tua casa.
Bonus ristrutturazioni
Nel 2026 il bonus ristrutturazione resta il riferimento principale per gli interventi sugli edifici a uso abitativo. La detrazione IRPEF è del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, calcolata su un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare.
Il bonus ristrutturazione riguarda gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. La manutenzione ordinaria è detraibile solo sulle parti comuni condominiali, non sulle singole unità immobiliari: è la distinzione che decide se una spesa rientra o resta fuori. La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
In base all’articolo 16-bis del DPR 917 del 1986, questa agevolazione fiscale è stata modificata e prorogata nel corso degli anni, grazie anche alla Legge di Bilancio 2021 e 2022. Ad esempio, la Legge di Bilancio 2021 ha aumentato il tasso di detrazione al 50% e l’importo massimo delle spese, mentre la Legge di Bilancio 2022 ha esteso la validità del bonus fino al 31 dicembre 2024.
Il Decreto Rilancio aveva a suo tempo introdotto la possibilità di accedere al bonus tramite cessione del credito o sconto in fattura: entrambe le opzioni sono state abolite nel 2024 e oggi resta soltanto la detrazione in dichiarazione, ripartita in dieci quote annuali. In questo articolo trovi le informazioni su come funziona il bonus ristrutturazione 2023, i lavori ammissibili, gli adempimenti necessari e come accedere all’agevolazione gestita dall’Agenzia delle Entrate.
Ecobonus
L’Ecobonus ha subito la modifica più profonda: dal 2025 le due aliquote storiche del 65% e del 50% sono state sostituite da un’unica percentuale allineata al Bonus Ristrutturazione. Nel 2026 si detrae quindi il 50% per l’abitazione principale e il 36% per gli altri immobili, indipendentemente dal tipo di intervento energetico.
Che cos’è l’Ecobonus?
L’Ecobonus è l’agevolazione fiscale per i lavori che migliorano l’efficienza energetica dell’abitazione. È stato confermato dalla Legge di Bilancio 2026, ma con le aliquote allineate a quelle del Bonus Ristrutturazione.
L’Ecobonus consiste in una detrazione dalle imposte lorde IRPEF e IRES, erogata in dieci rate annuali di pari importo. Non è più disponibile in nessuna forma alternativa: cessione del credito e sconto in fattura sono stati aboliti nel 2024.
L’elenco che segue riporta le tipologie di intervento ammesse. Va letto tenendo presente che la distinzione fra “Ecobonus al 65%” e “Ecobonus al 50%” non ha più effetto sull’importo detraibile: dal 2025 si applica un’unica aliquota per tutti gli interventi elencati. Resta invece valida come guida a quali lavori rientrano nell’agevolazione energetica.
Una precisazione importante sulle caldaie: dal 2025 gli impianti alimentati esclusivamente a combustibile fossile non sono più incentivabili. Restano ammesse le pompe di calore, i sistemi ibridi e le caldaie a condensazione solo in configurazione abbinata a fonti rinnovabili.
Quali sono i tipi di interventi che possono essere detratti con l’Ecobonus al 65%?
L’Ecobonus prevede una detrazione del 65% per i seguenti tipi di lavori:
- miglioramento complessivo di edifici esistenti per ridurre i consumi energetici invernali.
- isolamento della struttura opaca, ad esempio rivestimento termico o isolamento del tetto.
- installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda.
- acquisto, installazione e implementazione di dispositivi multimediali per controllare a distanza impianti di riscaldamento, acqua calda e climatizzazione.
- sostituzione di impianti tradizionali con scaldacqua a pompa di calore, generatori ibridi, impianti con caldaie a condensazione di classe A e sistemi di termoregolazione avanzati, e micro-cogeneratori a condizione che ciò comporti un risparmio energetico del 20%.
Per quanto riguarda l’Ecobonus al 50%, sono detraibili:
- sostituzione, acquisto e installazione di finestre con infissi e schermature solari, porte esterne e portoni.
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A.
- acquisto e installazione di impianti di climatizzazione invernale alimentati da biomasse combustibili.
L’Ecobonus può essere utilizzato per interventi su immobili residenziali e commerciali, a patto che gli ambienti soggetti a intervento siano già dotati di impianto fisso di riscaldamento.
Bonus mobili
Prevede una detrazione del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici collegati a una ristrutturazione, su un tetto di spesa di 5.000 euro. Due condizioni da rispettare: l’acquisto deve essere successivo all’inizio dei lavori, e l’intervento edilizio deve essere di manutenzione straordinaria. Anche opere contenute come la sostituzione della caldaia, l’installazione di un portoncino blindato o del videocitofono possono dare accesso al bonus, purché rientrino in quella categoria.
Bonus barriere architettoniche
Il Bonus Barriere Architettoniche al 75% è scaduto il 31 dicembre 2025 e non è stato prorogato: vale solo per le spese pagate entro quella data.
Gli interventi di eliminazione delle barriere — rampe inclinate, ascensori, montascale, adeguamento dei servizi igienici — restano comunque agevolabili, ma attraverso strumenti diversi. Nel 2026 si combinano il Bonus Ristrutturazione al 50% o 36%, l’IVA agevolata al 4% in luogo del 22% per i prodotti conformi al DM 236/1989, la detrazione del 19% per spese sanitarie in alternativa, e i contributi a fondo perduto della Legge 13/89, da richiedere al proprio Comune prima di iniziare i lavori.
Sismabonus
Riguarda gli interventi di messa in sicurezza antisismica degli edifici. Nel 2026 la detrazione è del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, su un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 2025 sono state eliminate le aliquote maggiorate — 70%, 75%, 80% e 85% — legate al miglioramento di una o due classi di rischio sismico: oggi non serve più dimostrare il salto di classe, ma restano obbligatori il rispetto delle NTC 2018 e l’asseverazione di un tecnico abilitato.
Conto termico
È un contributo a fondo perduto erogato dal GSE tramite bonifico, e premia gli interventi di riqualificazione energetica e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili. È l’unico strumento della lista che non funziona per detrazione, quindi non richiede capienza fiscale: per chi ha un’IRPEF bassa è spesso l’alternativa più conveniente.
Dal 2026 è in vigore il Conto Termico 3.0, che ha sostituito la versione precedente: il rimborso arriva fino al 65% della spesa ed è erogato in un’unica rata quando l’incentivo non supera i 5.000 euro.
Bonus verde
Il Bonus Verde non è più in vigore. Prevedeva una detrazione del 36% su un massimale di 5.000 euro per la sistemazione di giardini, terrazze e balconi, ma non è stato prorogato. Gli interventi sul verde privato oggi non hanno un’agevolazione dedicata.
Scegliere tra i vari incentivi può essere complesso. Un’azienda edile esperta può aiutarti a risparmiare migliaia di euro, indicandoti i lavori che ti danno accesso al bonus più conveniente.
Il Super Ecobonus
Il Superbonus non è più attivabile per nuovi interventi. Il percorso di riduzione è stato progressivo — dal 110% al 90%, poi al 70% e al 65% — fino alla chiusura definitiva. Se un’impresa lo propone ancora in fase di preventivo, è un segnale su quanto sia aggiornata.
Quanto segue descrive il funzionamento del meccanismo quando era in vigore, ed è conservato solo come riferimento per chi ha pratiche ancora aperte.
I lavori principali per accedere al super Ecobonus includono:
- Isolamento termico dell’edificio, incluso il tetto, che coinvolge più del 25% della superficie (tutti gli interventi di isolamento del tetto sono fondamentali)
- Sostituzione degli impianti esistenti di riscaldamento, raffreddamento e produzione di acqua calda
- Interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali per sostituire gli impianti di climatizzazione invernale.
Il meccanismo estendeva l’aliquota maggiorata anche agli altri lavori di efficienza energetica collegati, come la sostituzione dei serramenti. Oggi quei lavori rientrano nel Bonus Ristrutturazione o nell’Ecobonus alle aliquote ordinarie.
Richiedeva il miglioramento di almeno due classi energetiche e poteva essere fruito come detrazione IRPEF in dieci anni, cessione del credito o sconto in fattura. Nessuna di queste tre opzioni è oggi disponibile per nuovi interventi.
Lo sconto in fattura: perché non esiste più e cosa comporta
Sconto in fattura e cessione del credito sono stati aboliti nel 2024. È il cambiamento che incide di più sulla pianificazione di un cantiere, molto più della variazione delle aliquote.
La conseguenza pratica è che oggi la spesa va anticipata per intero e recuperata come detrazione IRPEF in dieci quote annuali. Questo introduce un vincolo che prima non esisteva: la capienza fiscale. Su 60.000 euro di lavori sull’abitazione principale la detrazione vale 30.000 euro, cioè 3.000 euro all’anno per dieci anni: serve un’IRPEF lorda annua almeno pari a quella cifra per sfruttarla tutta, e la quota non utilizzata in un anno è persa, non si riporta a quelli successivi.
È il calcolo da fare con il commercialista prima di firmare il contratto con l’impresa. Chi ha redditi bassi o è incapiente dovrebbe orientarsi verso il Conto Termico, che essendo un contributo a fondo perduto non richiede capienza.
Il testo che segue descrive il funzionamento dello sconto in fattura quando era attivo, ed è conservato come riferimento storico.
Tranne il bonus mobili, il bonus verde e il conto termico, la maggior parte degli incentivi menzionati prevede l’alternativa della riduzione fatturata, ovvero la facoltà di trasferire il proprio credito fiscale alle società disposte ad acquistarlo – a fronte di una riduzione del medesimo importo.
Questa opzione è controversa in quanto comporta ulteriori costi per le aziende, sia amministrativi che finanziari, che potrebbero provocare un aumento significativo della cifra preventivata.
Questo implica che, se disponi di capacità fiscale, non è detto che la riduzione fatturata sia sempre la scelta più conveniente – sarebbe opportuno confrontare diversi preventivi, sia con che senza riduzione fatturata, per identificare quello più adeguato alle tue esigenze.
A causa di questi costi e complessità, non tutte le imprese offrono l’opzione della riduzione fatturata. Se sei interessato alla cessione del credito fiscale, puoi anche prendere in considerazione la cessione a una tua banca affidabile, senza dover coinvolgere la ditta che esegue i lavori.
Quanto costa la ristrutturazione completa?
Il costo per una ristrutturazione totale di un appartamento varia a seconda della complessità dei lavori e degli impianti richiesti. Nel 2026 una ristrutturazione completa si colloca fra i 500 e i 1.500 euro al metro quadro: la fascia bassa riguarda interventi leggeri su un immobile in buono stato, quella alta i rifacimenti integrali con impianti nuovi.
Per ristrutturazioni di pregio con impianti avanzati e dettagli architettonici particolari si superano i 1.500 euro al metro quadro. Le detrazioni riducono la spesa netta di circa la metà sull’abitazione principale, ma vanno recuperate in dieci anni e non abbattono l’esborso iniziale.
Quando si valuta una ristrutturazione, è importante tenere presenti non solo i vantaggi pratici e il comfort che ne deriveranno, ma anche gli incentivi fiscali e i risparmi sulla bolletta energetica e sui costi di manutenzione a lungo termine.
Come si sceglie l’impresa per la ristrutturazione?
Per scegliere l’impresa adatta per la tua ristrutturazione, è importante considerare la specializzazione dell’azienda. Negli ultimi anni, la complessità dei progetti di ristrutturazione e l’introduzione di nuovi incentivi hanno portato molte imprese a concentrarsi su specifiche tipologie di progetto.
Per esempio, le competenze e le procedure richieste per un progetto di ristrutturazione di una villetta senza incentivi specifici potrebbero essere diverse da quelle necessarie per un progetto di ristrutturazione in un condominio con incentivi complessi. Quanto più un’impresa si concentra su un tipo specifico di progetto, tanto più sarà in grado di soddisfare i propri clienti e svolgere il proprio lavoro in modo efficiente.
Come ottenere preventivi convenienti da aziende affidabili
Per ottenere preventivi convenienti per la tua ristrutturazione, è importante confrontare diverse opzioni offerte da imprese edili specializzate. Iperedilizia ti mette in contatto con fino a 7 imprese qualificate nella tua zona, che presenteranno la loro soluzione e il loro preventivo. Queste imprese sono selezionate in base alla loro disponibilità e alle tue esigenze specifiche, come descritto nel modulo di richiesta. Il servizio di confronto è gratuito e senza impegno, mentre le imprese pagano per la loro presenza sul sito e mantengono un buon rating grazie alle recensioni degli utenti come te.






