Ristrutturazione

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    In breve: Ristrutturazione casa: costi al m² per tetto, interni e impianti, differenza fra manutenzione ordinaria e straordinaria, incentivi fiscali 2026 e permessi.

    📅 15 Luglio 2022  •  ⏱️ 1 min di lettura


    La ristrutturazione, che riguardi l’intera casa oppure solo alcuni ambienti di essa, è un’occasione importante per migliorare la propria vita. Che si tratti di efficienza energetica oppure di maggiore comfort, di sicuro aumenterà il valore dell’immobile. Tutti i dettagli di cui hai bisogno li trovi di seguito.

    Ristrutturazione

    Quanto costa la ristrutturazione?

    Una ristrutturazione della casa può costare molti soldi. Di seguito trovi i costi riferiti agli interventi più ricorrenti:

    Lavori di ristrutturazione tetto Prezzo al m²
    Tetto in calcestruzzo non ventilato 80 – 100 €
    Tetto in calcestruzzo ventilato 130 – 150 €
    Tetto in legno (lamellare) 65 – 180 €
    Isolamento tetto. cappotto termico interno 40 – 50 €
    Isolamento tetto. cappotto termico esterno 40 – 65 €
    Interventi di ristrutturazione interni Prezzo al m²
    Pavimentazione – rifacimento 110 – 205 €
    Pareti divisorie 35 – 45 €
    Costo ristrutturazione bagno (totale m² ) 2600 – 5000 €
    Tinteggiatura 8 – 25 €
    Ricostruzione pareti 45 – 80 €
    Lavori di ristrutturazione impianti Prezzo al m²
    Impianto elettrico a nuovo 45 – 60 €
    Impianto idraulico a nuovo (per punto d’acqua) 75 – 150 €
    Demolizione pareti 11 – 25 €
    Ricostruzione pareti 30 – 45 €
    Finestre casa (triplo vetro e installazione) 1700 – 7500 €

    Per avere una precisa stima dei costi di ristrutturazione hai bisogno di confrontare diversi preventivi. Materiali, costo della manodopera e profondità dell’intervento, influenzano la quotazione finale.

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      Come ristrutturare la struttura della casa

      Con il tempo la struttura della casa potrebbe aver subito danni o usura. Ce ne accorgiamo per la perdita di efficienza del riscaldamento, oppure per qualche infiltrazione. Per assicurarci sullo stato in cui si trova la struttura dell’immobile è bene partire dal tetto. Il tetto infatti è fondamentale per ottenere calore o fresco durante le diverse stagioni. Stabilire il tipo di lavoro necessario porta a ispezionare la struttura dall’interno e dall’esterno. Solitamente un tetto che abbia una struttura in legno, se ventilato, assicura caldo e tepore d’inverno e mantiene lo strato del pannello isolante in condizioni perfette per lungo tempo.

      In generale il lavoro più diffuso per la ristrutturazione della struttura della casa, è lisolamento termico. L’isolamento a cappotto termico avvolge l’intera casa mediante uno strato coibentato. Si può posizionare all’esterno della casa oppure all’interno meno di frequente.

      Ristrutturare gli spazi interni

      Gli interni della casa si prestano ad interventi di ristrutturazione più svariati. Quelli semplici riguardano la sostituzione dei sanitari, nuovi infissi o la semplice tinteggiature delle stanze. Interventi di ristrutturazione di pochi giorni. Impattano sul rinnovo del design, rendono la casa più confortevole e piacevole da abitarci. Sostituire i pavimenti, oppure rifare gli impianti comporta lavori di ristrutturazione più lunghi e costosi. Ciò nonostante la tecnologia e la necessità di adeguarsi alle nuove normative, può rendere necessario l’intervento di ristrutturazione.

      Lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria?

      Ogni intervento di ristrutturazione può essere diviso a seconda del tipo di manutenzione cui appartiene. Saper la differenza tra manutenzione ordinaria e straordinaria, è importante per due motivi principali, per:

      • ottenere le agevolazioni fiscali;
      • conoscere il tipo di permessi da presentare prima di iniziare i lavori.

      La manutenzione ordinaria riguarda soprattutto interventi interni alla casa tali che non impattino sulla volumetria della stessa. Nella manutenzione straordinaria i lavori interessano le parti strutturali dell’immobile, come il tetto, gli impianti, la pavimentazione, la grandezza e la disposizione degli ambienti. In questi casi serve la concessione edilizia del comune.

      Quali sono gli incentivi fiscali per la ristrutturazione?

      La ristrutturazione in questi ultimi anni è diventata un’opportunità imperdibile. Si riesce ad ottenere un notevole risparmio immediato se si migliora l’efficienza energetica della casa o se si aderisce alle norme antisismiche. Nel 2026 restano attivi tre incentivi con le stesse aliquote: Bonus Ristrutturazioni, Ecobonus per la riqualificazione energetica e Sismabonus per la messa in sicurezza antisismica. La detrazione è del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, su un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare, ripartita in dieci quote annuali. Si aggiunge il Bonus Mobili al 50% su un tetto di 5.000 euro, vincolato a un intervento già avviato.

      Va però corretta un’informazione che circola ancora e che cambia la pianificazione finanziaria di un cantiere: cessione del credito e sconto in fattura sono stati aboliti nel 2024, e il Superbonus non è più attivabile. Non esiste più alcuna forma di sconto immediato. La spesa va anticipata per intero e recuperata in dichiarazione lungo dieci anni.

      La conseguenza pratica è la capienza fiscale: su 60.000 euro di lavori sull’abitazione principale la detrazione vale 30.000 euro, cioè 3.000 euro all’anno per dieci anni. Serve un’IRPEF lorda annua almeno pari a quella cifra, e la quota non utilizzata in un anno è persa. È il calcolo da fare con il commercialista prima di firmare il contratto, non dopo.

      Il 2026 è l’ultimo anno con queste percentuali: dal 1° gennaio 2027 scendono al 36% e al 30%.  Restano invece invariati gli obblighi formali: il pagamento va effettuato con bonifico parlante, cioè riportando causale, codice fiscale del beneficiario della detrazione e partita IVA dell’impresa. Un bonifico ordinario fa perdere il diritto alla detrazione, ed è l’errore procedurale più frequente.

      Ecco cosa non è più disponibile, da verificare se un’impresa te lo propone ancora:

      • lo sconto in fattura e la cessione del credito, aboliti nel 2024;
      • il Bonus Barriere Architettoniche al 75%, scaduto il 31 dicembre 2025;
      • il Bonus facciate al 90%, chiuso dalla fine del 2022;
      • il Superbonus al 110%, non attivabile per nuovi interventi.

      Le aliquote e i tetti di spesa vengono ridefiniti ogni anno dalla Legge di Bilancio, quindi conviene sempre verificare il quadro aggiornato prima di avviare i lavori: quello descritto qui vale per le spese sostenute nel 2026.

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