Incentivi ristrutturazione

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    Perché tutti parlano degli incentivi per la ristrutturazione della casa? Hai intenzione di approfittare del momento di forti agevolazioni fiscali per migliorare casa? Di seguito trovi tutte le indicazioni che ti servono.

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    Conosci il costo della ristrutturazione della casa

    Il costo da affrontare per la ristrutturazione è elevato, un modo per abbassarli sono gli incentivi fiscali. Sotto sono riportati i lavori edili più comuni ribassati delle agevolazioni se ne farai richiesta avendone titolo.

    Ristrutturazione casa senza incentivi fiscali Costo medio 
    Costo ristrutturazione casa da 35 a 45 m² 20.000 – 30.000 €
    Costo ristrutturazione casa da 50 a 75 m² 35.000 – 45.000 €
    Costo ristrutturazione casa da 80 a 115 m² 40.000 – 65.000€
    Costo ristrutturazione casa da 120 a 150 m² 48.000 – 85.000 €
    Costo ristrutturazione casa oltre 150 m² 95.000 – 150.000 €
    Elenco incentivi fiscali per ristrutturare casa % di sconto fiscale 
    Bonus Ristrutturazioni – abitazione principale (tetto 96.000 € per unità) 50%
    Bonus Ristrutturazioni – altri immobili (tetto 96.000 € per unità) 50%
    Ecobonus – riqualificazione energetica 50% prima casa, 36% altri
    Sismabonus – messa in sicurezza antisismica 50% prima casa, 36% altri
    Bonus Mobili ed elettrodomestici (tetto 5.000 €) 50%

    Cosa non è più disponibile nel 2026

    Diverse agevolazioni molto citate non esistono più, ed è la prima cosa da verificare se un’impresa te le propone ancora in fase di preventivo:

    • Superbonus: non attivabile per nuovi interventi
    • Bonus Barriere Architettoniche al 75%: scaduto il 31 dicembre 2025, assorbito dal Bonus Ristrutturazioni
    • Bonus facciate al 90%: chiuso dalla fine del 2022
    • Bonus verde: non più in vigore
    • Aliquote maggiorate del Sismabonus — 70%, 75%, 80%, 85%: eliminate dal 2025. Oggi si applica l’aliquota unica e non serve più dimostrare il miglioramento della classe di rischio sismico, ma vanno rispettate le NTC 2018

    Il punto che cambia di più: come si incassa

    Cessione del credito e sconto in fattura sono stati aboliti nel 2024. Fino ad allora avevano spinto il settore, poi la spesa pubblica e le frodi hanno portato alla chiusura.

    La conseguenza pratica va valutata prima di firmare qualsiasi contratto: oggi la spesa va anticipata per intero e recuperata come detrazione IRPEF in dieci quote annuali. Questo significa che serve capienza fiscale sufficiente. Chi ha un’IRPEF annua bassa rispetto all’importo della detrazione non riesce a recuperare tutto, e la quota non utilizzata in un anno è persa, non si riporta agli anni successivi.

    Su una ristrutturazione da 60.000 euro sulla prima casa la detrazione vale 30.000 euro, cioè 3.000 euro l’anno per dieci anni: serve un’IRPEF lorda annua almeno pari a quella cifra per sfruttarla per intero. È il calcolo da fare con il commercialista prima di impostare l’intervento.

    Il 2026 è l’ultimo anno con queste percentuali: dal 1° gennaio 2027 si scende al 36% per l’abitazione principale e al 30% per gli altri immobili.

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      Ricorda che il prezzo preventivato diminuirà grazie agli incentivi per la ristrutturazione della casa.

      In cosa consistono gli incentivi?

      Gli incentivi statali sugli interventi edili consistono nella detrazione dall’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) di una percentuale che varia a seconda del lavoro di ristrutturazione che effettui nella tua casa. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di importo pari e ha una spesa limite che varia da caso a caso. È importante che ogni pagamento riguardante la ristrutturazione sia effettuato tramite bonifico bancario, in modo tale da essere facilmente tracciabile.

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      A chi spettano gli incentivi fiscali?

      Può aderire alle agevolazioni fiscali rivolte alla ristrutturazione non solo il proprietario, o nudo proprietario,  dell’immobile ma anche:

      • l’usufruttuario o uso;
      • l’inquilino o comodatario;
      • i soci di cooperative (divise e indivise);
      • soci di società semplici;
      • imprenditori individuali ma solo per gli immobili non strumentali e che non facciano parte della merce.

      Bisogna inoltre puntualizzare la posizione del convivente che di fatto paga tramite bonifici:

      • se vive nella stessa casa: il coniuge, il parente entro il terzo grado o affine fino al secondo grado dell’usufruttuario o proprietario dell’immobile soggetto a ristrutturazione;
      • coniuge separato che risulta assegnatario della casa intestato all’altro coniuge;
      • il convivente more uxorio.

      Si tenga conto anche ha diritto alle agevolazioni fiscali anche chi esegue in proprio i lavori di ristrutturazione ma solo per quanto riguarda l’acquisto dei materiali.

      Quali sono le soglie massime stabilite per gli incentivi?

      Nel 2026, per i lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, si applica la detrazione IRPEF del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, fino a un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare. Si detrae in dieci rate annuali di pari importo. Il Bonus Mobili ed elettrodomestici prevede una detrazione del 50% su un tetto di spesa di 5.000 euro, ed è vincolato a un intervento di ristrutturazione già avviato: gli acquisti devono essere successivi all’inizio dei lavori. Negli altri casi gli incentivi hanno delle percentuali di scarico fiscale senza l’imposizione di un tetto di spesa massimo. Sappiamo però che le cose cambiano di anno in anno per effetto di interventi legislativi che tendono a modificare il quadro completo, specie in edilizia.

      Quali sono lavori di ristrutturazione coperti dagli incentivi?

      Sono molti i lavori previsti per usufruire dello sconto fiscale inerenti la ristrutturazione:

      • Se è stato dichiarato lo stato d’emergenza: sono compresi i lavori di ripristino o di ricostruzione dell’immobile colpito da calamità;
      • realizzazione di autorimesse o posti auto anche se riferiti a proprietà condivise;
      • bonifica dell’amianto;
      • lavori destinati alla limitazione degli infortuni come rilevatori gas, montascale, ristrutturazione del bagno;
      • eliminazione barriere architettoniche;
      • spese sostenute per diminuire il rischio furti e aggressioni in casa: antifurti e infissi rinforzati;
      • manutenzione straordinaria relativa al restauro e al risanamento conservativo;
      • sicurezza statica e antisismica dell’edificio;
      • inquinamento acustico e cablatura uffici.

      Ne deriva che gli interventi di manutenzione ordinaria possono essere agevolati quando riguardano la proprietà comune. Fanno parte delle detrazioni anche lavori necessari per attuare la ristrutturazione, come:

      • imposte, concessione, autorizzazioni, perizie;
      • progettazione;
      • manodopera;
      • certificazione impianti;
      • materiali acquistati;
      • sopralluoghi.

      Anche in questo caso la normativa di riferimento può subire variazioni, è bene quindi aggiornarsi nel momento in cui si intende procedere con la ristrutturazione.

      Quali sono gli incentivi per l’adozione di misure antisismiche? Sismabonus

      Il Sismabonus è un provvedimento destinato alla prevenzione dei danni conseguenti ai terremoti. L’Italia purtroppo periodicamente ha un territorio interessato dal sisma. L’incentivazione ad effettuare ristrutturazioni destinate al rinforzo degli edifici è diretta ai contribuenti sia IRPEF che IRES. Nel 2026 il Sismabonus è stato prorogato con le stesse aliquote degli altri bonus edilizi: 50% per l’abitazione principale e 36% per gli altri immobili, su un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare e in dieci quote annuali. È cambiato però un meccanismo importante: dal 2025 sono state eliminate le aliquote maggiorate del 70%, 75%, 80% e 85%, che premiavano il miglioramento di una o due classi di rischio sismico. Oggi si applica un’unica percentuale e non serve più dimostrare il salto di classe, ma gli interventi devono rispettare i criteri delle NTC 2018 ed essere asseverati da un professionista abilitato. Resta valido anche il Sismabonus acquisti, per chi compra un immobile in un edificio demolito e ricostruito in chiave antisismica nelle zone a rischio 1, 2 e 3. Un tempo le percentuali dipendevano dal tipo di intervento e arrivavano al 70%  e all’85%, ma quelle aliquote non sono più applicabili. Si deve in ogni caso trattare di ristrutturazione e non di nuova costruzione.

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      Ora conosci la panoramica relativa alle agevolazioni fiscali per la ristrutturazione degli immobili.

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