In breve: Rifacimento facciata: costi 75-120 €/m² voce per voce, quando intervenire, tipi di danno e riparazione, più le detrazioni fiscali disponibili nel 2026.
📅 29 Ottobre 2022 • ⏱️ 1 min di lettura
Il rifacimento della facciata è uno degli interventi edili più richiesti, per due ragioni che spesso coincidono: il decoro dell’edificio e la necessità di isolarlo termicamente. Dalla facciata dell’edificio possono arrivare nel tempo danni che entrano in casa sottoforma di spifferi, ponti termici e crepe. Per saperne di più continua a leggere. Il rifacimento di una facciata si colloca fra i 75 e i 120 euro al metro quadro considerando tutte le lavorazioni. Su una palazzina con 400 m² di superficie esterna significa un intervento fra i 30.000 e i 48.000 euro: non è una manutenzione leggera, ed è il motivo per cui in condominio va deliberato in assemblea con il preventivo dettagliato alla mano. Le voci si scompongono così, e conviene chiedere che il preventivo le tenga separate. Si può prevedere che il costo finale aggiornato stia nella fascia tra 75 – 120 € al metro quadro. Il prezzo esatto dipende dallo stato in cui si trova l’edificio, dalla superficie, dall’altezza e dall’accessibilità, tutte variabili che un’impresa deve valutare in sopralluogo. Il giudizio degli esperti in rifacimento facciate è necessario. Si può risparmiare parecchi soldi confrontando i preventivi e soprattutto accedere agli incentivi fiscali molto allettanti in questo periodo. Le facciate degli edifici si deteriorano in un tempo di circa 15/20 anni a seconda del clima che devono fronteggiare e dei materiali utilizzati. Questo tempo concorda anche con la necessità di rettificare se necessario l’isolamento dell’edificio. Questa attività va svolta solo dopo attenta disamina dello stato dell’arte che deve far emergere le complicazioni del caso e permettere di confezionare un progetto di ristrutturazione della facciata fatto praticamente su misura. I motivi per cui si decide di intervenire sulla facciata con una ristrutturazione sono molteplici: Un intervento medio di rifacimento facciata può durare da una a due settimane a meno che non riguardi un’estensione importante quanto quella di un edificio a 5/6 piani. Oggi la ragione per cui viene richiesto l’intervento edile di rifacimento della facciata, è la necessità di isolare l’edificio dall’esterno tramite pannelli termici. Pochi anni fa gli interventi riguardavano la riparazione o la tinteggiatura delle mura esterne dell’edificio. I danni tipici che si producono riguardano le crepe, più o meno superficiali, le fessure e la presenza di muffa all’interno delle stanze confinanti. Rimandare l’intervento di ristrutturazione può comportare problemi seri nel lungo periodo. Una semplice crepa, sotto l’azione della pioggia può aumentare la sua dimensione e far sorgere problemi strutturali. Una semplice fessura potrebbe essere il tramite per la generazione di muffa dovuta a muri bagnati internamente. La qualità di un edificio si capisce spesso dallo stato in cui si trovano le facciate, mantenere alta la vigilanza è importante per la sicurezza e per il comfort abitativo. Tinteggiare una facciata può non essere la soluzione migliore per un problema ben individuato. Una fessura superficiale si risolve con un sigillante che occupi lo spazio creatosi, seguito da rasatura e tinteggiatura. Se invece la fessura interessa la struttura, il sigillante non basta e serve un rinforzo: è la distinzione che solo un tecnico può fare in sopralluogo, e sbagliarla significa ritrovarsi la stessa crepa dopo un inverno. Stessa cosa dicasi per eliminare strutturalmente le macchie di umidità. L’intonaco rigonfio va rasato e ad asciugatura avvenuta si può applicare un prodotto traspirante che eviti il riproporsi dello stesso problema. Le crepe sono vere e proprie spaccature che vanno affrontate rimuovendo l’intonaco crepato e sostituito da uno nuovo che riempie lo spazio. Le crepe più estese devono essere studiate in dettaglio poiché potrebbero aver compromesso la struttura portante. In questi casi occorre inserire delle barre verticali in acciaio che arrivino fino alle fondamenta. Idealmente le aste si propagano dal tetto fino al punto di ancoraggio più basso. Successivamente si applica la resina di riempimento, la rasatura e infine la tinteggiatura. Questi esempi servono a trasmettere due concetti: Spesso la decisione di rifare la facciata è legata alla necessità di ottenere l’isolamento termico della casa. Applicare i pannelli termici isolanti durante un lavoro di ristrutturazione esterno permette di risparmiare le spese di installazione del ponteggio, della pratica edilizia e di accedere agli incentivi con un unico progetto. L’isolamento termico, in questi anni, è divenuto importante a causa dei continui rincari della bolletta. Mantenere il comfort della propria abitazione attraverso la coibentazione, permette di avere una temperatura costante durante tutto l’anno. Va detto che la coibentazione della casa può essere fatta anche dall’interno ma con risultati inferiori quanto a potere isolante. Il rifacimento della facciata con l’isolamento termico permette anche di guadagnare molti anni sul prossimo rifacimento. Normalmente una facciata si deteriora in 15 o 20 anni, con i pannelli termici questo tempo più che raddoppia. Infine si può intuire come il valore immobiliare cresca in seguito a qualsiasi lavoro di ristrutturazione, specie quelli che donano bellezza, decoro e isolamento termico. Siamo abituati ormai ad importanti interventi a favore dell’edilizia. Gli incentivi fiscali destinati alle opere di ristrutturazione sono diversi, ma il quadro è cambiato molto e conviene partire da cosa non c’è più: il Superbonus al 110% non è attivabile per nuovi interventi, il Bonus facciate al 90% è chiuso dalla fine del 2022, e cessione del credito e sconto in fattura sono aboliti dal 2024. Nel 2026 il rifacimento della facciata rientra nel Bonus Ristrutturazioni, con detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, su 96.000 euro per unità immobiliare e in dieci quote annuali. Se l’intervento comprende l’isolamento a cappotto si può fare riferimento all’Ecobonus, allineato alle stesse aliquote. In condominio la detrazione si ripartisce per millesimi e ogni condomino la recupera in base alla propria capienza fiscale: è la ragione per cui la delibera conviene accompagnarla con una simulazione, non solo con il preventivo. Le politiche economiche cambiano con gli anni e i governi, conviene quindi aggiornarsi dagli esperti in ristrutturazioni. La qualifica di classe energetica superiore spesso è il motivo per cui la domanda di accesso viene accettata. In virtù di queste informazioni valuta l’intervento in facciata unitamente all’isolamento termico mediante pannelli isolanti. Le informazioni che hai appreso sono sufficienti per passare alla fase successiva del tuo progetto di rifacimento della facciata. C’è una scadenza concreta da tenere presente: il 2026 è l’ultimo anno con le aliquote al 50% e al 36%, perché dal 1° gennaio 2027 scendono al 36% e al 30%.
Quanto costa rifare la facciata?
Intervento facciata
Prezzo al mq.
Guaine impermeabilizzanti
18 – 25 €
Rifacimento pavimento e balconi
12 – 20 €
Demolizione intonaco – parti deteriorate
11 – 18 €
Isolamento con cappotto termico
25 – 40 €
Allestimento ponteggi
13 – 18 €
Smaltimento in discarica delle parti deteriorate
5 – 16 €
Pulizia facciata
5 – 10 €
Rifacimento intonaco
15 – 28 €
Bonifica sotto-balconi
150 – 220 €
Rasatura primer e ri-tinteggiatura facciata
10 – 15 €
verniciatura ringhiere
7 – 11 €
Qual è il momento in cui è necessaria la ristrutturazione esterna?
Quali danni può subire la facciata?
Quali sono gli interventi usuali per riparare i danni?
Perché conviene fare l’isolamento termico quando si ristruttura la facciata?

Quali sono le agevolazioni fiscali?
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