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Bonus infissi 2026: detrazioni, requisiti e pratica ENEA

Bonus Infissi 2023

In sintesi

Nel 2026 la sostituzione degli infissi è detraibile al 50% per l’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili, su un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare, recuperata in dieci quote annuali. Non esiste più un “bonus infissi” autonomo: l’intervento rientra nel Bonus Ristrutturazione o nell’Ecobonus, ormai allineati sulle stesse percentuali.

Tre cose sono cambiate rispetto agli anni scorsi e vanno sapute prima di firmare un preventivo: il Superbonus non è più attivabile, cessione del credito e sconto in fattura sono aboliti dal 2024, e le vecchie aliquote maggiorate al 65% dell’Ecobonus non si applicano più. La spesa va quindi anticipata per intero e recuperata in dichiarazione.

Resta l’obbligo di trasmettere la documentazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, e di pagare con bonifico parlante. Il 2026 è l’ultimo anno con queste aliquote: dal 2027 scendono al 36% e al 30%.

Quando conviene sostituire gli infissi

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la detrazione per gli interventi di miglioramento delle strutture edilizie all’interno delle abitazioni o degli edifici. Per chi vuole approfittare della bella stagione e ottenere nel contempo delle agevolazioni fiscali, può sfruttare ancora il momento favorevole già iniziato qualche anno fa. La sostituzione degli infissi, in primavera, estate e autunno, sono il lavoro edile di ristrutturazione, più desiderato

La sostituzione o la modifica degli infissi rientra nell’Ecobonus quando migliora le prestazioni energetiche dell’edificio, oppure nel Bonus Ristrutturazione quando fa parte di un intervento di manutenzione straordinaria. Dal 2025 le due agevolazioni sono allineate sulle stesse percentuali, quindi la scelta fra l’una e l’altra non cambia più l’importo detraibile: 50% per l’abitazione principale, 36% per gli altri immobili.

Le vecchie aliquote maggiorate — il 65% dell’Ecobonus, il 110% del Superbonus per il salto di due classi energetiche — non sono più applicabili. Il decreto Cessioni ha inoltre chiuso definitivamente cessione del credito e sconto in fattura.

Vediamo quindi i diversi casi prima di decidere di richiedere preventivi edili.

Sostituzione infissi con Ecobonus detrazione fiscale al 50%

Nel 2026 il beneficio fiscale dell’Ecobonus spetta solo se la sostituzione o la modifica degli infissi (non la nuova installazione) contribuisce a migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio in termini di efficienza termica. Gli elementi che rientrano nella lista delle sostituzioni idonee per ottenere il Bonus includono finestre, porte finestre, porte d’ingresso, persiane, tende da sole (solo se orientate a nord), avvolgibili e tapparelle.

L’aliquota vigente nel 2026 è il 50% per l’abitazione principale e il 36% per gli altri immobili, e scende ulteriormente dal 1° gennaio 2027. Per beneficiarne è necessario che le parti sostituite separino un volume riscaldato dall’esterno o da ambienti non riscaldati, e che abbiano un valore di conducibilità termica inferiore o uguale al limite stabilito per le diverse fasce climatiche delle diverse zone (il costo massimo detraibile per gli infissi al metro quadro varia da 550 euro nelle zone A, B e C a 750 euro dalle D alla F).

Effettuando la sostituzione degli infissi, è possibile accedere all’Ecobonus e ottenere una riduzione fiscale del 50%. L’importo massimo che può essere speso per l’intervento di sostituzione delle finestre in un singolo immobile è stabilito a 60.000 euro.

Entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori di ristrutturazione, è necessario inviare la “scheda descrittiva dell’intervento” all’ENEA tramite il sito detrazionifiscali.enea.it. Possono beneficiare della detrazione fiscale del 50% tutti i contribuenti che:

– Sostengano le spese per il miglioramento dell’efficienza energetica;
– Hanno un diritto di proprietà sulle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Per ciascuna unità immobiliare, è possibile beneficiare di una detrazione fiscale massima ammissibile di 60.000 euro.

Quali sono gli edifici che possono beneficiare della detrazione fiscale?

Gli immobili che, al momento dell’avvio delle lavorazioni, soddisfano le seguenti condizioni:

  • Si tratta di edifici preesistenti, ovvero registrati presso il catasto o con una richiesta di registrazione in corso, e sono in regola con il pagamento di eventuali tasse;
  • Sono provvisti di un sistema di riscaldamento per la stagione invernale.

Quali sono i requisiti necessari per accedere al beneficio fiscale

Fare attenzione a ciò che segue: “L’intervento deve riguardare la sostituzione di elementi già esistenti e/o delle loro parti, e non può essere una nuova installazione“.

Il serramento oggetto dell’intervento deve separare un ambiente riscaldato dall’esterno o da locali non riscaldati.

I valori di trasmittanza termica iniziale (Uw) devono superare i limiti stabiliti nella Tabella 1 dell’Allegato E del Decreto Ministeriale del 6 agosto 2020 per interventi avviati a partire dal 6 ottobre 2020.

I valori di trasmittanza termica finale (Uw), rispettando i requisiti minimi stabiliti dal Decreto del 26 giugno 2015, devono essere:

– Inferiori o uguali ai limiti indicati nella Tabella 2 del Decreto Ministeriale del 26 gennaio 2010 per interventi avviati prima del 6 ottobre 2020.
– Inferiori o uguali ai limiti indicati nella Tabella 1 dell’Allegato E del Decreto Ministeriale del 6 agosto 2020 per interventi avviati a partire dal 6 ottobre 2020.

Tieni sempre conto che è necessario rispettare le pertinenti norme nazionali e locali in materia di urbanistica, edilizia, efficienza energetica e sicurezza, incluse le regolamentazioni relative agli impianti, all’ambiente e al lavoro.

Quali sono le spese ammesse per godere della detrazione?

Proseguiamo per capire quali sono le voci di spesa che si possono ammettere nella dichiarazione per ottenere benefici fiscali:

  • Per gli interventi avviati prima del 6 ottobre 2020, si fa riferimento all’articolo 3 del Decreto Ministeriale del 19 febbraio 2007 e le relative modifiche e integrazioni.
  • Mentre per gli interventi avviati a partire dal 6 ottobre 2020, si applica l’articolo 5 del Decreto Ministeriale del 6 agosto 2020.

Gli interventi inclusi sono i seguenti:

– Isolamento o sostituzione dei cassonetti, rispettando i limiti di trasmittanza termica previsti per le finestre comprensive di infissi.
– Fornitura e installazione di nuove finestre, porte d’ingresso o lucernari, comprensivi di infissi, in sostituzione di quelli esistenti.
– Integrazione e sostituzione dei componenti vetrai.
– Fornitura e installazione di scuri, persiane, avvolgibili e relativi accessori, sostituiti contemporaneamente agli infissi (o solo al vetro) oggetto dell’intervento.
– Servizi professionali, come la produzione della documentazione tecnica necessaria, inclusa l’Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E.), e la supervisione dei lavori.

Quale documentazione bisogna inviare all’ENEA

Entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori, sarà necessario inviare la comunicazione di conformità dei requisiti all’ENEA tramite il seguente sito web: detrazionifiscali.enea.it. Come detto, la Scheda descrittiva dell’intervento dovrà essere trasmessa entro 90 giorni dalla data di completamento dei lavori o dell’accettazione delle opere tramite la piattaforma online dedicata.

Per quanto riguarda la compilazione della scheda descrittiva:

  • Nel caso di una singola unità immobiliare (ovvero identificabile in modo univoco nel catasto), può essere compilata dal beneficiario stesso;
  • Per tutti gli altri casi (ad esempio, interventi sulle parti comuni condominiali), la scheda dovrà essere redatta da un professionista abilitato (come ingegnere, architetto, geometra o perito iscritto all’albo professionale).

Se la sostituzione dell’infisso comprende anche la sostituzione o l’installazione della chiusura oscurante corrispondente, nella scheda descrittiva relativa agli “Infissi” sarà necessario indicare la spunta nella sezione “Con Chiusura Oscurante” e specificare l’importo totale (comprensivo di infisso e chiusura oscurante) nella sezione dedicata ai costi.

Dopo l’invio della comunicazione, riceverai un riepilogo che dovrà essere firmato e conservato. Sarà associato alla tua pratica un codice CPID, che dovrà essere presentato in caso di controlli insieme ai seguenti documenti:

  • Dichiarazione del fornitore/assemblatore/installatore attestante il rispetto dei requisiti di legge;
  • Dichiarazione di conformità ai limiti di costo indicati nell’allegato I del Decreto del 6 agosto 2020, firmata dal produttore o dall’installatore;
  • Schede tecniche del prodotto e marcatura CE con le relative dichiarazioni di prestazione (DoP);
  • Fatture e ricevute di pagamento, effettuate tramite bonifico bancario con indicazione dettagliata;
  • Tutta la documentazione raccolta, comprese le dichiarazioni del tecnico responsabile, nel caso in cui non si scelga di cedere il credito o ricevere uno sconto in fattura, dovranno essere consegnate anche al proprio consulente fiscale entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi e conservate per i successivi 10 anni dall’intervento.

Ristrutturazione infissi con Ecobonus detrazione fiscale al 50%

In aggiunta all’Ecobonus al 50%, è possibile usufruire della detrazione fiscale anche tramite il Bonus Ristrutturazione per l’acquisto degli infissi. Nel 2026 il Bonus Ristrutturazione vale il 50% per l’abitazione principale e il 36% per gli altri immobili.

La “sostituzione degli infissi esterni o serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso” rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento, consentendo così di beneficiare del Bonus Ristrutturazione.

Gli interventi edilizi che danno diritto alla detrazione includono la manutenzione ordinaria, ma solo nel caso di lavori sulle parti comuni condominiali, oltre alla manutenzione straordinaria, al restauro e risanamento conservativo e alla ristrutturazione edilizia. Sulle singole unità immobiliari la manutenzione ordinaria non è detraibile: è la distinzione che decide se la spesa rientra o no.

Il Bonus Ristrutturazione permette di detrarre il 50% della spesa per l’abitazione principale e il 36% per gli altri immobili, su un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo. L’immobile oggetto dei lavori deve trovarsi in fase di ristrutturazione e sono ammessi interventi di restauro o manutenzione straordinaria. Non sono più consentiti sconti in fattura o la cessione del credito.

L’agevolazione con la ristrutturazione è valida sia per i lavori effettuati sulle singole unità immobiliari che per quelli eseguiti sulle parti comuni degli edifici residenziali.

Superbonus infissi: perché non è più una strada percorribile

Il Superbonus non è più attivabile per nuovi interventi. Il percorso di riduzione è stato progressivo — dal 110% al 90%, poi al 70% e al 65% — fino alla chiusura definitiva. Chi sostituisce gli infissi oggi non può contare su questa agevolazione in nessuna forma, e se un serramentista o un’impresa la propone ancora è un segnale su quanto sia aggiornato.

Sono venuti meno anche cessione del credito e sconto in fattura, aboliti dal 2024: la spesa va anticipata per intero e recuperata in dichiarazione lungo dieci anni. Su un intervento da 12.000 euro sull’abitazione principale la detrazione vale 6.000 euro, cioè 600 euro all’anno: serve capienza fiscale sufficiente per sfruttarla tutta.

Il paragrafo che segue descrive le regole in vigore quando il Superbonus era attivo, ed è conservato solo come riferimento per chi deve gestire pratiche ancora aperte.

Al fine di beneficiare di tale agevolazione, è necessario procedere con la sostituzione delle finestre insieme agli infissi, dei portoni d’ingresso o delle porte finestra. L’opportunità di usufruire del Superbonus per tali interventi è limitata alla condizione di mantenere la stessa superficie e forma dell’elemento sostituito. In aggiunta, nel caso in cui la sostituzione degli infissi e delle porte comporti modifiche dimensionali o lo spostamento delle aperture, il Superbonus non sarà applicabile. L’unica possibilità per beneficiarne sarà quella di intraprendere lavori di demolizione e costruzione.

Nonostante l’Enea abbia definito un limite sulle dimensioni degli infissi, tale restrizione non è esplicitamente menzionata in alcun decreto. La risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate nell’interpello n. 524 del 30 luglio 2021 ha specificato che “è consentito modificare la forma dei serramenti durante i lavori utilizzando il Superbonus del 110%, tuttavia, la superficie totale dopo l’intervento non può superare quella preesistente”.

Chi accede alla detrazione per la sostituzione degli infissi deve conservare con cura tutta la documentazione e trasmetterla al sito ufficiale dell’ENEA al termine dei lavori o del collaudo delle opere.

In particolare, è necessario inviare:

  • La scheda descrittiva dell’intervento.
  • L’asseverazione redatta da un tecnico abilitato.
  • Le schede tecniche dei prodotti e la marcatura CE.
  • Una copia dell’Attestato di Prestazione Energetica (non richiesta per la singola unità immobiliare).
  • La delibera assembleare di approvazione dei lavori e la tabella millesimale.
  • La dichiarazione del proprietario che dà il consenso all’esecuzione dei lavori.
  • Le fatture relative alle spese sostenute.
  • Le ricevute dei bonifici parlanti.
  • Una stampa della email inviata dall’Enea.

La richiesta deve essere inviata entro un termine di 90 giorni dalla fine dei lavori. Nel caso in cui la richiesta riguardi una singola unità immobiliare, spetta al beneficiario compilare le schede necessarie, mentre in tutte le altre circostanze, la compilazione dei documenti deve essere affidata a un professionista abilitato, come un ingegnere, un architetto o un geometra.

Detrazioni fiscali per infissi: il Bonus Sicurezza

Esiste un’altra opportunità di agevolazione che permette di beneficiare del bonus sicurezza. Questo bonus consente di ottenere una detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000 euro. Per accedere a questa agevolazione, è necessario procedere all’installazione di sistemi attivi e passivi che migliorino la sicurezza dell’immobile.

Tra le opzioni disponibili, rientrano la posa di portoni e infissi dotati di vetri antisfondamento, l’implementazione di impianti di allarme e videosorveglianza, l’installazione di inferriate, persiane e tapparelle di sicurezza. La detrazione fiscale sarà divisa in 10 rate annuali di uguale importo. È importante notare che il bonus può essere utilizzato anche per la sostituzione di un impianto di sicurezza preesistente.

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